Spazio Arti Naturali è sede della Branch “Original Internal Power Tai Chi Association”
spazioartinaturali@gmail.com | Cell 335.70.86.008 | Cell 340.541.5587

Il Tai Chi Cuan cura il Parkinson

Il Tai Chi Cuan cura il Parkinson

Sul portale Vivere troviamo un interessante articolo di uno studio del Research Institute Oregon di Eugene negli Stati Uniti che esamina  i benefici del Tai Chi Chuan nell’aiutare ad affrontare il morbo di Parkinson.

 

La tecnica di arti marziali cinese può aiutare realmente le persone affette dalla malattia

I movimenti lenti e controllati della tecnica cinese del Tai Chi possono contrastare i disturbi dell’equilibrio delle persone che soffrono di lieve o moderata malattia di Parkinson, ed i miglioramenti persistono per almeno tre mesi. Non è una teoria, ma una scoperta scientifica americana, ottenuta in seguito a diversi casi di terapia.

COS’E’ IL TAI CHI
Tai Chi, stile interno delle arti marziali cinesi nato come tecnica di combattimento, è oggi conosciuto in occidente soprattutto come ginnastica e come tecnica di medicina preventiva. In Cina l’uso dell’esercizio fisico può essere fatto risalire già al 1000 a.C. Il Neijing, antico testo fondamento della medicina tradizionale cinese, prescrive esercizi di respirazione, massaggi della pelle e della carne, esercizi delle mani e dei piedi per gli abitanti del centro, regione pianeggiante e umida, che soffrono di paralisi delle giunture, raffreddamenti e febbri.

LA RICERCA STATUNITENSE

“Il Tai chi si adatta molto bene ad affrontare il problema del morbo di Parkinson”, ha detto Li Fuzhong, docente del Research Institute Oregon di Eugene negli Stati Uniti e autrice dell’indagine che correla i benefici dell’attività fisica orientale alla patologia. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine. A migliorare è la difficoltà a muovere i piedi e a stare in piedi.

NON E’ L’UNICA CURA, MA ATTENUA I PROBLEMI

“E’ bene chiarire che non stiamo andando a sbarazzarci dei sintomi perché il Tai chi non è una droga né una cura. Ma può aiutare – ha continuato Fuzhong – ad alleviare le difficoltà, a rallentare la progressione della malattia e a diminuire l’incidenza delle cadute negli anziani”.

RISULTATI E MIGLIORAMENTI
Lo studio ha analizzato 195 anziani divisi in due gruppi: una squadra sottoposta ad esercizi di Tai Chi progettati per migliorare l’equilibrio centrale del corpo durante gli spostamenti e allenare la forza e la resistenza. E una squadra sottoposta ad esercizi di stretching. Il secondo gruppo dopo 24 settimane di corso, ha fatto registrare un calo della propria condizione motoria. Mentre il gruppo allenato con il Tai chi ha migliorato le sue prestazioni. Tre mesi dopo il test, inoltre, alcuni dei benefici persistevano nel gruppo Tai chi, come una maggiore percezione dell’equilibrio e una minore incidenza di cadute.